Chi è l’auditor e cosa fa

 

1. Chi è e cosa fa lAuditor?

L’auditor è una figura professionale sempre più richiesta nelle aziende.
In questo articolo cercheremo di comprendere le mansioni che un auditor è chiamato a svolgere ed il percorso di formazione ed addestramento necessari per diventarlo.

 

Ma chi è concretamente l’auditor e cosa deve saper fare per essere definito tale?

Volendo riprendere la definizione riportata nella norma ISO 19011, al punto 3.15 si legge che un auditor è una persona che conduce un audit.

 

Allora sorge spontaneamente una seconda domanda:

  • Cos’è un audit?
    Attingendo sempre dalla norma ISO 19011 al punto 3.1, in termini tecnici, un audit è un processo sistematico indipendente e documentato per ottenere evidenze oggettive e valutarle con obiettività al fine di determinare in quale misura i criteri dell’audit sono soddisfatti.

  • Ed in termini pratici?
    Un audit non è altro che un’attività di valutazione condotta secondo delle regole standardizzate. In altre parole, avendo dei requisiti di riferimento (i cosiddetti criteri dell’audit) che possono essere quelli di una norma ISO, di una procedura, di un’istruzione operativa ecc., un auditor è colui che valuta se ciò che fa l’azienda, viene eseguito in conformità a tali criteri. L’attività di valutazione avviene mediante un campionamento di informazioni che prendono il nome di “evidenze oggettive”. Avendo ben chiara questa definizione, possiamo dire allora che un auditor è una persona che conduce audit, ovvero una valutazione di conformità secondo delle regole standardizzate.

  • Vogliamo essere ancora più chiari?
    Un auditor osserva lo svolgimento di alcune attività, le confronta con specifici requisiti e ne valuta la conformità.

 

2. Quante tipologie di auditor ISO esistono?

Esistono diverse tipologie di auditor che lavorano in diversi ambiti. In questo articolo, ci occupiamo, nello specifico, degli auditor ISO.

Gli Auditor ISO sono coloro che confrontano lo svolgimento delle attività di un’organizzazione con i requisiti delle norme tecniche ISO. Anche nell’ambito degli auditor ISO, ci sono auditor che valutano la conformità dei sistemi di gestione e auditor che valutano la conformità di prodotti, processi e servizi. L’auditor dei sistemi di gestione conduce valutazioni di conformità dei sistemi di gestione qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza alimentare, ecc. rispetto alle norme tecniche ISO di riferimento (ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ecc.)

 

2.1 Auditor di prima, seconda e terza parte

Nell’ambito degli auditor ISO dei sistemi di gestione possiamo trovare:

  • Auditor di prima parte
    Un professionista incaricato da un’organizzazione per svolgere un audit sul proprio sistema di gestione e può essere un dipendente oppure un libero professionista. La finalità di un audit di prima parte è quella di valutare l’efficienza e l’efficacia del sistema di gestione della stessa organizzazione che lo richiede.

  • Auditor di seconda parte
    Un professionista incaricato da un’organizzazione per svolgere audit sul sistema di gestione di una seconda organizzazione e può essere un dipendente oppure un libero professionista. Un esempio tipico di audit di seconda parte è quello che viene condotto per la qualifica di un fornitore. La finalità di un audit di seconda parte è quella di valutare l’efficienza e l’efficacia del sistema di gestione di un’organizzazione verso la quale l’organizzazione che lo richiede ha qualche interesse.

  • Auditor di terza parte
    Un professionista, incaricato da un organismo di certificazione, indipendente ed accreditato, per svolgere un audit sul sistema di gestione di un’organizzazione, con la finalità di certificarlo.

Si devono seguire percorsi formativi differenti a seconda che si desideri diventare auditor di prima, seconda o terza parte.

 

2.2 Auditor interno e auditor esterno

Quando si parla di auditor si fa spesso una distinzione tra auditor interno ed auditor esterno.

Comprendere questa differenza è fondamentale per la scelta del corso più adatto alle proprie finalità professionali.

Gli Auditor di prima e seconda parte si possono definire anche Auditor Interni mentre gli Auditor di Terza Parte si possono definire anche Auditor Esterni.

Un Auditor Interno o di Prima e seconda Parte è colui che lavora per conto dell’organizzazione oggetto di audit oppure per l’organizzazione che commissiona un audit su una seconda organizzazione, come dipendente oppure come libero professionista. Tutte le aziende, infatti, soprattutto quelle più grandi e strutturate possiedono un dipartimento che si occupa dei sistemi di gestione. L’auditor interno è un professionista che viene assunto appositamente e che lavora nell’ambito di questo dipartimento occupandosi di valutare costantemente la conformità delle attività svolte oppure di proporre interventi di miglioramento.

Nelle realtà di piccole dimensioni, dove il numero di dipendenti non consente di destinare una risorsa a questa funzione, è possibile rivolgersi ad un consulente esterno che lavorerà sempre per conto dell’organizzazione e che svolgerà le stesse funzioni che svolgerebbe se fosse un dipendente assunto a tale scopo.

In entrambi i casi, quindi sia che si tratti di un dipendente, sia che si tratti di un consulente esterno, ci riferiamo ad una risorsa che lavora per conto dell’organizzazione e che deve essere adeguatamente formata con un corso qualificato e riconosciuto a livello internazionale e deve operare in una posizione di indipendenza funzionale rispetto ai processi da valutare.

Che si tratti di un dipendente interno all’azienda, oppure di un consulente esterno, il ruolo ricoperto da questo professionista sarà comunque quello di auditor interno.

Elenco corsi per Auditor interno:

 

Un Auditor Esterno o di Terza Parte è colui che lavora per conto degli organismi di certificazione come dipendente oppure come libero professionista e che viene inviato dagli stessi organismi per valutare la conformità dei sistemi di gestione alle norme ISO di riferimento. La finalità di questa valutazione di solito è la certificazione del sistema di gestione.

Elenco corsi per Auditor Esterno:

  • Corsi Lead Auditor ISO 9001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 252 – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 14001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 253 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 45001:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 279 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG
  • Corsi Lead Auditor ISO 22000:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 254 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF
  • Corsi Lead Auditor ISO 27001:2017
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 276 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore

 

2.2.1 Audit Interno: chi può condurlo e chi invece no

Perché si chiama “Audit Interno” se può essere condotto anche da un consulente esterno? La risposta a questa domanda si trova nel capitolo 3 della norma UNI EN ISO 19011:2018. In particolare, nel paragrafo 3.1 troviamo la definizione di “Audit”. Nello stesso paragrafo, in una “Nota 1” la norma specifica che:

Gli audit Interni, talvolta denominati audit di Prima Parte, sono condotti dallorganizzazione stessa, o per suo conto“.

Vediamo cosa si intende per:

  • Condotto dallorganizzazione stessa
    significa che l’organizzazione designa un proprio dipendente interno che, in una posizione di indipendenza funzionale, sottoporrà ad audit di prima parte i tutti i processi individuati. Naturalmente, tale dipendente dovrà essere formato ed addestrato a tale scopo.
  • “O per suo conto
    significa che, in alternativa, l’organizzazione designa un professionista, cioè un consulente che, avendo una posizione di indipendenza funzionale, in quanto esterno, sottoporrà ad audit di prima parte i tutti i processi individuati.

Il secondo scenario si verifica, generalmente, in organizzazioni di piccole dimensioni. Cioè quelle che hanno pochi dipendenti e nelle quali diventa difficile, se non impossibile, garantire l’indipendenza della persona che deve condurre l’audit interno.

Si pensi, ad esempio, ad organizzazioni in cui lavorano soltanto due persone o ancor peggio ad organizzazioni unipersonali.

Quindi, l’audit di Prima Parte si chiama anche Audit Interno perché può essere condotto da personale interno allorganizzazione oppure da personale esterno ma designato ugualmente dalla stessa organizzazione che deve essere sottoposta ad audit.

 

Esempio

Audit “condotto dallorganizzazione stessa

Un audit “Condotto dallorganizzazione stessa” può essere condotto da un dipendente interno, purché sia in una posizione di indipendenza funzionale rispetto al processo che si desidera sottoporre ad audit.

Quindi, l’audit interno può essere condotto da:

  • dipendente dell’organizzazione che svolge unicamente la mansione di auditor interno
  • dipendente dell’organizzazione che svolge qualsiasi altra funzione diversa da quelle coinvolte nel processo sottoposto ad audit

Con un esempio ancora più pratico, se si desidera sottoporre ad audit il processo di approvvigionamento, l’audit interno può essere condotto da:

  • Un dipendente dell’organizzazione che svolge unicamente la mansione di auditor interno
  • Un dipendente dell’organizzazione che svolge qualsiasi altra funzione diversa da quelle coinvolte nel processo di approvvigionamento

L’audit non può sicuramente essere condotto da:

  • Il responsabile degli acquisti
  • L’addetto agli acquisti
  • Il magazziniere
  • ecc.

Audit condotto “per suo conto

Un audit condotto “per suo conto” può essere condotto da un professionista esterno.

Quindi, l’audit interno può essere condotto da:

  • un consulente esterno

 

2.2.2 Audit esterno: chi può condurlo e chi invece no

Abbiamo definito un Auditor Esterno o di Terza Parte come colui che lavora per conto degli organismi di certificazione come dipendente oppure come libero professionista e che viene inviato dagli stessi organismi per valutare la conformità dei sistemi di gestione alle norme ISO di riferimento. La finalità di questa valutazione di solito è la certificazione del sistema di gestione.

Gli audit di terza parte vengono condotti in conformità a due norme ISO:

  1. Norma ISO 19011:2018 Linee guida per audit di sistemi di gestione
  2. Norma ISO 17021-1 Valutazione della conformità – Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione

Infatti, se è vero che gli audit vengono condotti secondo regole standardizzate e contenute nella norma ISO 19011, è anche vero che gli audit di terza parte, condotti per conto di organismi di certificazione, debbano essere condotti anche secondo le regole dello standard ISO 17021-1, che integrano e completano quelle della norma ISO 19011.

Il corso di formazione proposto da We-learn, sulle TECNICHE DI AUDIT conformi alle norme ISO 19011:2018 e ISO/IEC 17021-1:2015 contiene una panoramica completa dei requisiti che sono alla base della conduzione di audit di prima, seconda e terza parte.

Elenco corsi per tecniche di Audit:

  • Corso ISO 19011:2018 e ISO IEC 17021-1:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 – Propedeutico alla successiva specializzazione su una qualsiasi norma di sistema – Corso Auditor da 16 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG

 

Cercheremo la risposta alla nostra domanda iniziale (chi può condurre un audit esterno e chi, invece, no?) proprio nelle due norme ISO di riferimento. Entrambe le norme convergono nella definizione di “auditor” come “persona che conduce un audit. In riferimento alla conduzione di audit di terza parte, faremo riferimento al capitolo 7 della norma ISO 17021-1 relativo ai “Requisiti per le risorse”.

Nello stesso capitolo, vengono definiti i Requisiti relativi alla competenza del personale. A tali requisiti, poi, si devono aggiungere quelli derivanti direttamente dai principi su cui si fonda l’attività di audit, in particolar modo dal principio di imparzialità.

In merito alle competenze, la norma contempla il possesso di alcune caratteristiche quali:

  • formazione pregressa di base e formazione specifica per auditor
  • competenze ed esperienza tecniche sulla materia correlata all’attività da sottoporre a valutazione (maturata con lo svolgimento di attività lavorative pregresse)
  • competenza ed esperienza tecniche relative alla conduzione di audit (maturata attraverso attività di affiancamento)
  • competenze ed esperienza tecniche relative al particolare sistema di gestione da sottoporre ad audit (qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza dei dati, ecc. (maturata attraverso attività di affiancamento)
  • un elemento molto importante da tenere in considerazione riguarda le caratteristiche personali e caratteriali (abilità nel parlare in pubblico, nell’esporre concetti in maniera chiara ed esaustiva, capacità analitica delle varie situazioni, capacità risolutive in caso di difficoltà, ecc.)

Ultimo punto, ma non meno importante, riguarda il rigoroso rispetto del principio di imparzialità.

La persona che riceve l’incarico di condurre un audit di terza parte (e in generale il personale coinvolto nell’attività di valutazione) non devono aver condotto prestazioni di consulenza relativa al sistema di gestione da sottoporre ad audit. In sostanza, quindi, non deve aver prodotto o elaborato manuali o procedure di vario genere per conto dell’organizzazione.

In sostanza, la persona che può condurre un audit di terza parte su un sistema di gestione è colei che:

  1. rispetta, dimostrandolo con evidenze oggettive, i criteri di formazione, competenza ed abilità definiti dall’organismo di certificazione;
  2. non ha svolto attività di consulenza sul sistema di gestione da sottoporre ad audit.

 

2.3 Auditor interno e auditor esterno: analogie e differenze

Auditor interno e auditor esterno sono delle figure professionali apparentemente molto simili. Entrambe, infatti, hanno il compito di condurre delle valutazioni di conformità e di confrontare le metodologie utilizzate dalle organizzazioni per svolgere le proprie attività con i requisiti delle norme tecniche ISO di riferimento. Inoltre, ad entrambi è richiesta una adeguata formazione e una posizione di indipendenza rispetto al sistema di gestione da sottoporre a valutazione.

 

Quali sono allora le differenze tra queste due figure professionali?

La differenza fondamentale tra auditor interno e auditor esterno risiede nel punto di vista con cui i rispettivi professionisti guardano l’organizzazione.

Un auditor interno, infatti, anche quando coincide con un consulente esterno:

  • guarda l’organizzazione dal suo interno
  • è in grado di eseguire delle valutazioni utili per migliorare sia la conformità del sistema che la sua efficienza ed efficacia.
  • È in grado di comprendere se effettivamente una procedura viene eseguita secondo quanto pianificato, se è utile oppure superflua allo svolgimento di una particolare attività
  • è in grado di strutturare il sistema di gestione rendendolo perfettamente aderente all’attività in cui esso viene implementato (come fosse un abito cucito su misura).

Un auditor esterno, invece:

  • guarda l’organizzazione dall’esterno
  • è in grado di identificare non conformità oppure inefficienze che chi lavora all’interno non riuscirebbe a vedere in quanto condizionato dai rapporti professionali e umani che lo legano all’organizzazione.

Oltre al punto di vista, cambia anche la finalità con cui un auditor interno e un auditor esterno conducono un’attività di valutazione.

Infatti, mentre un auditor interno ha l’obiettivo di fornire suggerimenti utili per il miglioramento dell’organizzazione stessa oltre a quello di monitorare la conformità del sistema ai requisiti di riferimento, un auditor esterno si pone come intermediario tra l’organizzazione e l’organismo di certificazione e il suo ruolo è quello di raccogliere tutte le evidenze oggettive che consentiranno all’organismo di certificazione di esprimere un giudizio di conformità oppure di non conformità. Spesso questa tipologia di valutazione è finalizzata alla certificazione del sistema di gestione cioè al rilascio di un riconoscimento tutto chi e renderà il sistema di gestione aziendale conforme e riconosciuto a livello internazionale.

 

3. Quali percorsi formativi seguire per diventare auditor interno o di prima e seconda parte

Il requisito fondamentale per diventare Auditor, indipendentemente dal tipo di qualifica, è il possesso di un Attestato di qualifica professionale qualificato da 16 ore sulle tecniche di audit conformi alle Norme Internazionali ISO 19011 e ISO/IEC 17021-1.

Con un percorso di questo tipo, si acquisiscono le competenze per condurre una valutazione, cioè un audit, secondo regole standardizzate. Infatti, dovendo valutare la conformità dei sistemi di gestione a regole standard, è necessario che anche la valutazione avvenga secondo metodologie standardizzate e riconosciute a livello internazionale.

A questo punto, è necessario completare la qualifica con il riferimento ad una o più norme di sistema specifiche. Infatti, sarà necessario associare la formazione da 16 ore sulle tecniche di audit ad una formazione da 16 ore su una norma di sistema (ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ecc.).

Elenco corsi per Auditor interno:

Coloro che hanno già seguito un corso da 16 ore sulle Tecniche di Audit possono accedere direttamente al corso per Auditor Interno da 16 ore.

 

4. Quali percorsi formativi seguire per diventare auditor esterno o di terza parte

Il requisito fondamentale per diventare Auditor, indipendentemente dal tipo di qualifica, è il possesso di un Attestato di qualifica professionale qualificato da 16 ore sulle tecniche di audit conformi alle Norme Internazionali ISO 19011 e ISO/IEC 17021-1.

Con un percorso di questo tipo, si acquisiscono le competenze per condurre una valutazione, cioè un audit, secondo regole standardizzate. Infatti, dovendo valutare la conformità dei sistemi di gestione a regole standard, è necessario che anche la valutazione avvenga secondo metodologie standardizzate e riconosciute a livello internazionale.

A questo punto, è necessario completare la qualifica con il riferimento ad una o più norme di sistema specifiche.

Infatti, sarà necessario associare la formazione da 16 ore sulle tecniche di audit ad una formazione da 24 ore su una norma di sistema (ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ecc.). Le 24 ore di formazione comprendono anche un momento di follow-up ed un esame di qualifica professionale strutturato da eseguire in aula/video conferenza alla presenza di docenti qualificati dall’organismo di certificazione del personale che riconosce il corso.

Elenco corsi per Auditor Esterno:

  • Corsi Lead Auditor ISO 9001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 252 – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 14001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 253 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 45001:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 279 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG
  • Corsi Lead Auditor ISO 22000:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 254 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF
  • Corsi Lead Auditor ISO 27001:2017
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 276 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore

Coloro che hanno già seguito un corso da 16 ore sulle Tecniche di Audit possono accedere direttamente al corso per Auditor/Lead Auditor da 24 ore.

 

5. Come riconoscere un corso qualificato da uno non qualificato

Per diventare Auditor dei sistemi di gestione è necessario seguire appositi corsi di formazione. Per conseguire un titolo professionale qualificato e riconosciuto a livello internazionale è necessario che anche i corsi siano qualificati e riconosciuti a livello internazionale. Pertanto, quando si decide di effettuare un’iscrizione di questo genere è necessario verificare che i corsi siano qualificati da un organismo di certificazione del personale accreditato da un ente unico di accreditamento.

 

Esempio

Nel caso di We-learn i corsi per auditor sono qualificati da cepas che è un organismo di certificazione del personale accreditato da accredia. Questa caratteristica può essere verificata con una procedura molto semplice: collegandosi al sito ufficiale di cepas è possibile trovare un registro dei corsi qualificati. Attraverso un’attività di ricerca si può scrivere il corso oggetto della verifica e trovare il suo numero di registrazione.

 

In generale, se questo tipo di riscontro ha esito positivo, se quindi il corso da noi cercato compare nel registro dei corsi qualificati presente nel sito dell’organismo di certificazione del personale, allora il corso si può ritenere qualificato ed attendibile, così come il titolo professionale rilasciato al suo completamento.

Al contrario, se il corso oggetto della nostra verifica non è presente nel registro dei corsi qualificati dall’organismo di certificazione del personale, allora il corso non è qualificato e neanche attendibile.

Alla qualifica del corso corrisponde anche il rilascio di un titolo professionale qualificato e valido a livello internazionale. Seguire un corso non qualificato e, quindi, non riconosciuto a livello internazionale, significa correre il rischio di conseguire un titolo professionale non standardizzato, quindi non valido e riconosciuto a livello internazionale.

I corsi riconosciuti dagli organismi di certificazione del personale accreditati da Accredia, hanno generalmente tutti la stessa durata che è pari a 40 ore per il titolo di auditor di terza parte oppure di 32 ore per il titolo di auditor interno. Per quest’ultima tipologia di qualifica professionale esistono in commercio anche corsi da 24 ore altrettanto validi.

Inoltre, i corsi riconosciuti prevedono il rilascio di un attestato di qualifica professionale che avviene in seguito ad un esame di qualifica in aula/videoconferenza nel caso dell’auditor di terza parte oppure direttamente online nel caso del titolo per auditor interno.

 

5.1 Qualificare un auditor o Certificare un auditor. Qual è la differenza?

Nell’ambito della formazione per auditor, spesso si fa confusione tra qualificare un auditor e certificare un auditor. Facciamo chiarezza.

 

5.1.1 Auditor qualificato

Qualificare un auditor significa dimostrare, con evidenze oggettive, che una persona possieda tutti i requisiti richiesti per poter condurre un audit.

 

Esempio

Gli auditor di prima e seconda parte vengono qualificati dall’organizzazione per la quale lavorano (che può essere un’organizzazione di cui sono dipendenti oppure uno studio di consulenza) oppure da un ente di formazione che qualifichi la loro preparazione in seguito alla frequenza di un apposito corso.

 

Se desideri qualificare la tua preparazione come auditor di prima e seconda parte o Auditor interno vedi:

 

Se desideri qualificare la tua preparazione come auditor di terza parte o Auditor esterno vedi:

  • Corsi Lead Auditor ISO 9001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 252 – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 14001:2015
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 253 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG, CNGeGL
  • Corsi Lead Auditor ISO 45001:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 279 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF, CNG
  • Corsi Lead Auditor ISO 22000:2018
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 254 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore – CFP riconosciuti da: CONAF
  • Corsi Lead Auditor ISO 27001:2017
    Qualificato CEPAS Num. 251 e 276 – Abilitante alla conduzione di audit di prima, seconda e terza parte – Corso Auditor da 40 e 24 ore

 

Un’organizzazione oppure uno studio di consulenza che desideri o abbia necessità di qualificare un auditor di prima parte, deve prima di tutto determinare i requisiti di qualifica. Cioè i requisiti che il professionista deve possedere per essere ritenuto idoneo allo svolgimento di audit di prima parte. Tali requisiti possono essere molto diversi tra un’organizzazione e un’altra ma ce ne sono alcuni che si ritrovano quasi sempre:

  • evidenza di una formazione effettuata internamente per affiancamento con personale già formato;
  • evidenza di una formazione effettuata esternamente mediante la frequentazione di un apposito corso;
  • l’aggiornamento periodico delle conoscenze maturate (ad esempio aggiornamento delle norme di riferimento);
  • ecc.

Allo stesso modo, un’organizzazione oppure uno studio di consulenza che desideri o abbia necessità di qualificare un auditor di seconda parte, si comporta in modo molto simile.

Invece, un organismo di certificazione che desideri o abbia necessità di qualificare un auditor di terza parte, chiederà sicuramente che questo professionista abbia superato il cosiddetto “corso delle 40 ore”. Questo requisito lo qualificherà come idoneo allo svolgimento degli audit di terza parte.

 

5.1.2 Auditor certificato

Certificare un auditor significa dimostrare ad un organismo di certificazione del personale di possedere e/o aver maturato competenze tali da essere in grado di svolgere la professione di auditor di terza parte. Naturalmente, i requisiti richiesti per la certificazione delle competenze di un auditor sono più stringenti di quelli richiesti per la semplice qualifica (per esempio, sarà obbligato a svolgere un aggiornamento professionale periodico).

Quindi, un auditor di terza parte qualificato non avrà obblighi particolari per mantenere la qualifica. Tuttavia, dovrà dimostrare di possedere i requisiti determinati dall’organizzazione che l’ha qualificato. Un auditor di terza parte certificato, invece, avrà diversi obblighi (sebbene la sua certificazione sia avvenuta in modo del tutto volontario). Egli, infatti, dovrà dimostrare di possedere requisiti imposti dal registro nazionale o internazionale di riferimento. Un auditor di terza parte certificato possiede dei requisiti comuni a tutti gli altri auditor certificati.

 

6. Sbocchi professionali per gli auditor ISO

L’impresa più difficile per un auditor ISO è spiegare che lavoro fa! In effetti, è vero. È sempre difficile spiegare in parole semplici di cosa si occupi. In realtà, le sue possibilità lavorative sono numerose. Infatti, grazie al carattere interdisciplinare delle norme tecniche ISO, un auditor può lavorare all’interno di svariate aziende che operano nel settore industriale, commerciale, terziario, pubbliche o private. Non solo. Un auditor ISO, può lavorare anche come libero professionista svolgendo attività di consulenza alle aziende, progettazione di sistemi di gestione. Con il titolo di Auditor di Terza parte, infine, (quello che si consegue con un corso da 40 ore), è possibile lavorare per conto degli organismi di certificazione, come dipendente oppure come libero professionista. Esiste, infatti, la possibilità di iscriversi nel registro degli auditor certificati e lavorare per più organismi a seconda delle necessità.

 

6.1 Perché unorganizzazione potrebbe aver bisogno di un auditor ISO?

La presenza di un auditor ISO all’interno di un’organizzazione potrebbe soddisfare diverse necessità tra cui:

  • progettare implementare e portare alla certificazione del sistema di gestione;
  • valutare la conformità e l’efficacia di un processo aziendale e verificarne la sua conformità ai requisiti delle norme tecniche ISO;
  • guidare un’organizzazione verso un percorso di miglioramento continuo in conformità alle norme tecniche ISO che conferiscono alle aziende un prestigio e una visibilità sui mercati a livello internazionale.

 

7. Quanto guadagna un auditor ISO?

Lo stipendio medio per un lead auditor è di circa 40.000 euro/anno. Tale cifra, naturalmente, può variare in funzione del numero di audit svolti in un mese e del livello di esperienza maturata nel settore. Un altro fattore che potrebbe contribuire all’aumento del guadagno è il particolare settore di specializzazione.

 

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