Terre e rocce da scavo – prima parte –

INTRODUZIONE

Il d.p.r. 13 giugno 2017 n. 120 reca la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo.

La nuova disciplina si applica a terre e rocce da scavo:
– derivanti da opere sottoposte a VIA o AIA con produzione maggiore di 6000m3 (cd. cantieri di grandi dimensioni),

– derivanti da cantieri i cui progetti di opere prevedono quantità di materiale escavato inferiore a 6.000 m3, indipendentemente dal fatto che detti progetti siano o meno assoggettati a VIA o AIA (cd. cantieri di piccole dimensioni) e da cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a VIA o AIA.

Terre e rocce da scavo: i cantieri di grandi dimensioni

È un cantiere di grandi dimensioni quello in cui sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità superiori a seimila metri cubi. Vengono calcolati dalle sezioni di progetto, nel corso di attività o di opere soggette a procedure di valutazione di impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale di cui alla Parte II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

 Terre e rocce da scavo: i cantieri di piccole dimensioni

È un cantiere di piccole dimensioni quello in cui sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità non superiori a seimila metri cubi. Vengono calcolati dalle sezioni di progetto, nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti, comprese quelle prodotte nel corso di attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale di cui alla Parte II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Quale modulistica si deve compilare?

Il nuovo Regolamento prevede che:
– sia il proponente/produttore ad attestare, mediante la Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, il rispetto dei requisiti necessari, ai sensi dell’art. 4, affinché i materiali da scavo siano qualificati come sottoprodotti e non come rifiuti. Tale dichiarazione deve essere resa servendosi dell’apposito modello di cui all’Allegato 6 del DPR 120/2017.
Quanto alle attività di scavo, e di riutilizzo, in quanto attività edilizie, il procedimento dovrà essere coordinato con l’iter edilizio.

-sia il proponente/ produttore ad attestare obbligatoriamente, anche l’avvenuto utilizzo, mediante l’apposita Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo, usando l’allegato 8  .

La dichiarazione di avvenuto utilizzo attesta l’impiego di terre e rocce in conformità a:

  • piano di utilizzo, previsto per i grandi cantieri
  • dichiarazione di utilizzo, prevista per i piccoli cantieri.

Cosa deve contenere il Piano di utilizzo?

I contenuti del Piano di utilizzo sono descritti dall’art. 9 e dall’allegato 5 al Dpr 120/2017.

Quale modello di Dichiarazione di utilizzo può essere utilizzato?

Il modello da compilare è quello previsto dall’Allegato 6 del Dpr 120/2017.

 

Anche per il trasporto fuori sito è prevista apposita documentazione, predisposta all’Allegato 7 del DPR.

Tutto ciò che il produttore indica nella pertinente modulistica deve contenere i dati obbligatori richiesti dal nuovo Regolamento, pena l’invalidità della dichiarazione, a cui consegue l’applicazione della disciplina dei rifiuti.

E’ fondamentale sapere che è il produttore che si assume la responsabilità anche penale di rispettare i limiti qualitativi previsti dalla norma. Deve, quindi, disporre di valide informazioni tecniche a supporto dei dati inseriti nella dichiarazione, da esibire in caso di eventuali controlli.

Nel prossimo articolo, vedremo la gestione delle terre e rocce da scavo sia come rifiuti che come sottoprodotti.

Leggi anche:

Gli esperti ambientali  

Gli aggiornamenti del testo unico ambientale

VUOI APPROFONDIRE LE TUE COMPETENZE IN MATERIA AMBIENTALE? 

Per diventare un esperto ambientale ci vuole una adeguata formazione svolta da professionisti autorevoli e competenti e, per questo, ti invito a consultare il Corso per Lead Auditor dei sistemi di gestione ambientale UNI EN ISO 14001:2015 (40 ore)

Se, invece, vuoi solo approfondire le tue conoscenze in materia ambientale, ti consiglio  il Corso Normativa Ambientale D. Lgs. 152/2006 e s.m.i  in modalità elearning, aggiornato alle più recenti modifiche e integrazioni.

__

Articolo di: Marcella Spagnolo, aggiornato al 01 ottobre 2020.

Scopri tutti i Corsi on line.
Accedi alla tua formazione su
Qualità, Ambiente e Sicurezza,
comodamente da casa o dall’ufficio.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER WE-LEARN

Subito per te un BONUS DI

50€

da utilizzare nel tuo primo acquisto!

Inoltre ti invieremo in anteprima notizie e approfondimenti sugli standard ISO per essere sempre aggiornato e accrescere, giorno per giorno, le tue competenze.
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.
Trustpilot