Lo smaltimento dei liquami

 

Lo smaltimento dei liquami è diverso a seconda che i liquami siano presenti nelle reti fognarie o siano raccolti nei pozzi neri. Diversa è la loro disciplina e il conseguente apparato sanzionatorio.

1. Lo smaltimento dei liquami delle reti fognarie

Il produttore del rifiuto, in base all’articolo 183 lett. f) del t.u.a. è “il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, miscelazione o altre operazioni che modificano la natura o la composizione del rifiuto (nuovo produttore)”. Si aggiunge anche il soggetto che svolge la pulizia manutentiva dei “rifiuti provenienti dall’ attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia pubblica o privata”.

Colui che provvede alla pulizia della rete fognaria produce liquami e fanghi estratti dall’ interno della rete fognaria, nel senso che rende mobile, per il successivo trasporto, un materiale che è sedimentato nella rete fognaria.

Il soggetto che effettua tale pulizia dovrà qualificarsi come un PRODUTTORE DI RIFIUTI e i liquami si identificheranno con il codice CER 20.03.06 ( rifiuti della pulizia delle fognature). Esso è tenuto all’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, prevista dall’ art. 212 comma 5 t.u.a. per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti.

Dunque, produttore del rifiuto liquido sarà il soggetto che effettua la pulizia manutentiva delle reti fognarie e tutti coloro che producono rifiuti liquidi, come i condomini e/o i titolari di un ristorante ecc.

 

2. Lo smaltimento dei liquami dei pozzi neri

Il produttore del rifiuto liquido prelevato dall’autospurgo non è l’autospurghista, che rimane un mero mezzo attraverso il quale i reflui transitano per essere poi depositati in sito idoneo. La pulizia delle fosse biologiche e dei pozzi neri viene effettuata dalle apposite aziende che si avvalgono di autobotti muniti di potenti pompe aspiranti, che raccolgono le schiume e i fanghi che si formano in superficie e i rifiuti solidi che si depositano sul fondo delle vasche.

Il soggetto che effettua tale pulizia dovrà qualificarsi come un TRASPORTATORE DI RIFIUTI PRODOTTI DA TERZI e i liquami verranno identificati con il codice CER 20.03.04 ( fanghi delle fosse settiche). Esso è tenuto all’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, prevista dall’art. 212 comma 5 t.u.a. per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti.

 

3. Il discrimen tra le due fattispecie

Il discrimen tra scarichi e rifiuti liquidi riguarda la diretta o indiretta convogliabilità del refluo.

Ciò interessa anche le operazioni di trasporto.

Anche i reflui trasportati dall’autospurgo devono sottostare, al regime dei rifiuti, dovendosi considerare rifiuti allo stato liquido i liquami trasportati su autospurgo (Cass. Pen. Sez. 3, n. 22036 del 13/04/2010, Chianura, cit.).

Si configura, pertanto, il reato di cui all’art. 256 comma secondo del d.lgs. n. 152 del 2006 in caso di abbandono incontrollato di liquami trasportati su autospurgo “in quanto i liquami sono da considerarsi rifiuti allo stato liquido stoccati in attesa di un successivo smaltimento” (Sez. 3, n. 22036 del 13/04/2010, Chianura, cit.; Sez. 3, n. 34608 del 25/05/2011, Cannizzo, non mass.).

Resta comunque a carico del manutentore l’obbligo di tracciare la movimentazione del rifiuto dal punto di prelevamento alla sua sede e l’obbligo che deriva dall’articolo 110, comma 3, dal momento che, altrimenti, l’autospurghista potrebbe raccogliere liquami e fanghi di reti fognarie in ogni parte d’Italia e recapitarli in un solo impianto. Tale condotta sarebbe vietata anche dall’articolo 182, comma 3, decreto legislativo n. 152 del 2006.

 

4. Conclusioni

La distinzione tra l’attività di pulizia di reti fognarie e l’attività dell’autospurghista trova, quindi, conferma, oltre che nella diversa qualificazione giuridica del soggetto, anche nel diverso identificativo CER: 20.03.06 (rifiuti della pulizia delle fognature) quanto alla prima attività; 20.03.04 (fanghi delle fosse settiche) quanto alla svuotatura di pozzi neri, fosse biologiche imhoff e bagni mobili.

 

Per ulteriori approfondimenti, leggi l’articolo su Il confine tra acque di scarico e rifiuti liquidi.

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Articolo di: Marcella Spagnolo, aggiornato al 16 marzo 2021

 

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