Che cos’è la parità di genere
Negli ultimi decenni, si è assistito a un crescente impegno nel promuovere l’uguaglianza in ogni aspetto della società. Tuttavia, quando si tratta del mondo del lavoro, l’Italia si trova ancora ad affrontare molte sfide per raggiungere una vera parità tra uomini e donne nelle aziende. In questo articolo, esploreremo le strategie che le aziende italiane possono adottare per favorire un ambiente di lavoro inclusivo e paritario, gli sgravi fiscali e le recenti novità introdotte dalle FAQ 2026.
La UNI PDR 125 e gli sgravi fiscali
La UNI/PdR 125 (precisamente UNI/PdR 125:2022) è una prassi di riferimento volontaria italiana (pubblicata da UNI, l’Ente Nazionale di Normazione) che definisce un sistema di gestione per promuovere la parità di genere all’interno delle organizzazioni.
Ci sono forti incentivi per ottenerla:
- sgravi contributivi per le aziende che si certificano
- punteggi premiali nei bandi pubblici (gare, appalti) se l’azienda ha la certificazione
- la certificazione è riconosciuta e promossa nel PNRR, quindi molte realtà la considerano importante per ottenere fondi.
L’INPS, con il messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025, ha reso disponibile sul Portale delle Agevolazioni il modulo telematico “SGRAVIO PAR_GEN” per consentire ai datori di lavoro privati di richiedere l’esonero contributivo collegato alla parità di genere.
Quali aziende possono richiederlo? Possono richiederlo solo le aziende private che hanno conseguito la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025.
Cosa prevede l’incentivo? L’articolo 5 della legge 5 novembre 2021, n. 162, ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui, a favore dei datori di lavoro privati che siano in possesso della “Certificazione della parità di genere”, emessa in conformità alla prassi UNI/Pdr 125:2022.
L’incentivo prevede un esonero contributivo fino all’1 % della contribuzione previdenziale datoriale dovuta. Il beneficio è fino a un massimo di 50.000 € all’anno per azienda. Il tetto di spesa complessivo previsto è 50 milioni di euro annui a livello nazionale.
In altre parole, lo Stato permette alle aziende che hanno ottenuto la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025 di pagare meno contributi previdenziali per i propri dipendenti.
Volendo fare un esempio per semplificare:
Se un’azienda in un anno dovrebbe versare 100.000 € di contributi previdenziali: l’1% corrisponde a 1.000 €.
Grazie all’incentivo, l’azienda può non versare quei 1.000 €.
Lo Stato, però, pone anche un tetto massimo: lo sconto non può superare 50.000 € all’anno per ciascuna azienda, anche se l’1% dei contributi sarebbe più alto. In pratica, è uno “sconto fiscale” sul costo del lavoro che premia le imprese che adottano politiche concrete di parità di genere.
Termini per la presentazione della domanda? Le domande possono essere presentate fino al 30 aprile 2026, selezionando l’anno di riferimento (2025) nel modulo “SGRAVIO PAR_GEN”.
Perché è importante questa misura? Questo tipo di incentivo è importante perchè introduce dei vantaggi su diversi aspetti:
- Economico e competitivo: riduce il costo del lavoro per le imprese che adottano politiche di parità, creando uno stimolo concreto a cambiamenti strutturali, non solo teorici.
- Culturale e organizzativo: spinge le aziende ad analizzare e migliorare pratiche come la trasparenza retributiva, l’equilibrio di genere nelle posizioni di responsabilità, le politiche di lavoro flessibile e gli strumenti di conciliazione vita-lavoro. Aspetti tutti essenziali per ridurre il divario di genere nel medio-lungo periodo.
I vantaggi della certificazione
Tutte le organizzazioni certificate si impegnano ad adottare politiche e pratiche concrete volte a promuovere un ambiente di lavoro equo ed inclusivo, tipo:
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- Campagne di sensibilizzazione: Le aziende dovrebbero avviare campagne di sensibilizzazione, educando i dipendenti sugli stereotipi di genere e promuovendo un approccio inclusivo verso i colleghi di entrambi i sessi.
- Politiche di assunzione e promozione equilibrate: Le aziende devono garantire che i processi di assunzione e promozione siano basati unicamente sul merito, evitando pregiudizi di genere nelle decisioni di carriera.
- Trasparenza salariale: Una delle principali cause di disuguaglianza di genere è la disparità salariale. Le aziende dovrebbero impegnarsi a garantire una retribuzione equa per tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere.
- Flessibilità sul lavoro: Le politiche flessibili sul lavoro, come l’orario flessibile o il lavoro da remoto, possono favorire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e familiare, incoraggiando così le donne a continuare a crescere professionalmente.
- Programmi di mentorship e sviluppo professionale: Le aziende possono promuovere programmi di mentorship ai dipendenti femminili, offrendo opportunità di apprendimento e crescita professionale.
Attraverso queste iniziative, le aziende certificate rafforzano la propria competitività, migliorano il clima organizzativo, attraggono e fidelizzano i talenti e dimostrano concretamente il proprio impegno verso la sostenibilità sociale e l’inclusione
Gli ultimi aggiornamenti
Con la pubblicazione delle FAQ UNI/PdR 125 – edizione 2026, UNI e Accredia forniscono indicazioni puntuali e vincolanti sul percorso di applicazione della certificazione per la parità di genere. Non si tratta di una modifica della UNI/PdR 125:2022, che resta formalmente invariata, bensì di un insieme di indirizzi applicativi ufficiali, identificati dal simbolo rosso “NUOVO”, che incidono in modo diretto sulle modalità con cui la certificazione viene oggi valutata in sede di audit.
I chiarimenti introdotti non hanno carattere meramente interpretativo: come esplicitato nella premessa delle FAQ, la loro applicazione è prescrittiva per gli Organismi di Certificazione. Ne consegue che l’interpretazione dei requisiti, il calcolo dei KPI, la valutazione degli assetti di governance e la tipologia di evidenze documentali richieste devono essere pienamente conformi alle FAQ 2026, sia in fase di prima certificazione sia nel corso delle attività di sorveglianza e rinnovo.
Le FAQ 2026 intervengono su diversi ambiti chiave.
Si chiarisce innanzitutto chi può certificarsi: contratti di rete, consorzi e strutture aggregative sono ammessi solo se dotati di autonomia giuridica e reale capacità di governance. Non basta più “esistere formalmente”, ma occorre dimostrare di poter governare un sistema di gestione per la parità di genere.
Viene poi affrontato il tema delle organizzazioni con forma giuridica composita: nei gruppi e nelle holding non sono ammesse compensazioni tra società. Ogni legal entity deve raggiungere autonomamente la soglia minima dei KPI. Questo chiarimento cambia profondamente l’approccio di molte organizzazioni strutturate, che non possono più contare su letture aggregate o di comodo.
Sul piano della governance, le FAQ introducono una lettura più neutra e strutturale della parità di genere, chiarendo anche casi finora poco disciplinati, come la composizione degli organi amministrativi o l’assenza di dirigenti. La parità viene così collegata non solo ai numeri, ma alla presenza di ruoli, responsabilità e percorsi di crescita.
Anche il perimetro della forza lavoro viene definito in modo più rigoroso, riducendo la discrezionalità nella scelta di chi includere o escludere dai KPI. Allo stesso modo, l’equità retributiva viene rafforzata come requisito strutturale, vietando compensazioni statistiche che potrebbero nascondere squilibri reali.
Infine, temi come la genitorialità, il piano di azione e i tempi di audit vengono riletti in un’ottica di sistema: meno enfasi su iniziative spot, più attenzione alla capacità di pianificare, monitorare e dimostrare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.
Nel nostro magazine “TUTTO NELLA NORMA“ N. 2 DI FEBBRAIO 2026 trovi l’analisi completa e strutturata di tutti i punti con:
- il confronto puntuale con la UNI/PdR 125:2022;
- la spiegazione del perché ciascun chiarimento è stato introdotto;
- l’indicazione delle evidenze concrete che saranno richieste in fase di audit;
Mentre nel N.5 DI MAGGIO 2026 trovi l’articolo sulla “Parità di genere e settori “maschili”: come la UNI/PdR 125:2022 sta cambiando davvero le regole del gioco”.
Per leggere gli articoli completi, scarica gratuitamente il magazine TUTTO NELLA NORMA.
Conclusioni
La parità di genere nelle aziende italiane è ancora una sfida da vincere, ma è uno sforzo necessario per garantire una società più giusta ed equilibrata. Il corso Lead Auditor parità di genere ti abilita ad implementare sistemi di gestione e a condurre audit di prima, seconda e terza parte.
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