L’Italia ha introdotto la politica degli sgravi fiscali sulla parità di genere con l’obiettivo di fronteggiare il basso tasso di occupazione femminile, il divario salariale e la scarsa presenza delle donne nei ruoli decisionali.
Nel nostro Paese, infatti, lavorano meno donne rispetto alla media europea e, quando lavorano, spesso hanno contratti più precari, carriere più lente e stipendi più bassi.
Una politica di questo genere, non risolve solo il problema dell’equità, ma offre anche un forte impulso allo sviluppo economico del Paese facendo crescere il PIL italiano di diversi punti percentuali.
L’Italia, quindi, ha introdotto gli sgravi fiscali sulla parità di genere perché ha riconosciuto che:
- la disparità tra uomini e donne nel lavoro è un freno allo sviluppo;
- le sole norme non bastano a cambiare comportamenti radicati;
- servono strumenti che rendano il cambiamento conveniente;
- la parità è una leva economica, non solo un obiettivo etico.
Cosa sta facendo l’Italia per ridurre il divario
Al fine di favorire le pari opportunità, l’attuale quadro normativo in Italia prevede:
1. Legislazione e monitoraggio
Il Codice delle pari opportunità (Decreto legislativo 198/2006), aggiornato nel 2021, che richiede analisi periodiche e relazioni sull’efficacia delle politiche di pari genere.
2. Certificazione della parità di genere
Un importante strumento introdotto per promuovere la parità nei luoghi di lavoro è la certificazione della parità di genere secondo la Prassi UNI/PdR 125 del 2022. Tale certificazione è rivolta alle aziende che adottano politiche concrete per ridurre il divario.
3. Incentivi fiscali
Lo sgravio consiste in un esonero contributivo a carico del datore di lavoro che incentiva le aziende ad adottare politiche di parità.
Cosa prevede il nuovo incentivo INPS
L’INPS, con il messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025, ha reso disponibile sul Portale delle Agevolazioni il modulo telematico “SGRAVIO PAR_GEN” per consentire ai datori di lavoro privati di richiedere l’esonero contributivo collegato alla parità di genere.
Quali aziende possono richiederlo?
Possono richiederlo solo le aziende private che hanno conseguito la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025.
Cosa prevede l’incentivo?
L’articolo 5 della legge 5 novembre 2021, n. 162, ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui, a favore dei datori di lavoro privati che siano in possesso della “Certificazione della parità di genere”, emessa in conformità alla prassi UNI/Pdr 125:2022.
L’incentivo prevede un esonero contributivo fino all’1 % della contribuzione previdenziale datoriale dovuta.
Il beneficio è fino a un massimo di 50.000 € all’anno per azienda.
Il tetto di spesa complessivo previsto è 50 milioni di euro annui a livello nazionale.
In altre parole lo Stato permette alle aziende che hanno ottenuto la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025 di pagare meno contributi previdenziali per i propri dipendenti.
L’espressione:
“esonero contributivo fino all’1% della contribuzione previdenziale datoriale dovuta”
vuol dire che:
si guarda all’ammontare totale dei contributi INPS che l’azienda dovrebbe versare in un anno per i propri dipendenti e su quella cifra, lo Stato consente uno “sconto” massimo pari all’1%.
Volendo fare un esempio per semplificare:
Se un’azienda in un anno dovrebbe versare 100.000 € di contributi previdenziali:
l’1% corrisponde a 1.000 €;
grazie all’incentivo, l’azienda può non versare quei 1.000 €.
Lo Stato, però, pone anche un tetto massimo: lo sconto non può superare 50.000 € all’anno per ciascuna azienda, anche se l’1% dei contributi sarebbe più alto.
In pratica, è uno “sconto fiscale” sul costo del lavoro che premia le imprese che adottano politiche concrete di parità di genere.
Termini per la presentazione della domanda?
Le domande possono essere presentate fino al 30 aprile 2026, selezionando l’anno di riferimento (2025) nel modulo “SGRAVIO PAR_GEN”.
Perché è importante questa misura?
Questo tipo di incentivo è importante perchè introduce dei vantaggi su diversi aspetti:
- Economico e competitivo: riduce il costo del lavoro per le imprese che adottano politiche di parità, creando uno stimolo concreto a cambiamenti strutturali, non solo teorici.
- Culturale e organizzativo: spinge le aziende ad analizzare e migliorare pratiche come la trasparenza retributiva, l’equilibrio di genere nelle posizioni di responsabilità, le politiche di lavoro flessibile e gli strumenti di conciliazione vita-lavoro. Aspetti tutti essenziali per ridurre il divario di genere nel medio-lungo periodo.
Un incentivo che premia il cambiamento strutturale
A differenza di molti altri bonus temporanei, questo sgravio non è legato ad una singola azione (ad esempio una singola assunzione), ma premia un intero sistema organizzativo.
Infatti, per ottenere e mantenere la certificazione, l’azienda deve dimostrare coerenza a lungo termine tra pratiche concrete, rifermenti normativi e procedure scritte.