La certificazione della parità di genere nelle aziende italiane: una sfida ancora da vincere

1. Che cos'è la parità di genere

parità di genere significa che tutte le persone, indipendentemente dal loro genere, hanno gli stessi diritti, opportunità e trattamento.

Negli ultimi decenni, si è assistito a un crescente impegno nel promuovere l'uguaglianza in ogni aspetto della società. Tuttavia, quando si tratta del mondo del lavoro, l'Italia si trova ancora ad affrontare molte sfide per raggiungere una vera parità tra uomini e donne nelle aziende. In questo articolo, esploreremo le cause di questa disuguaglianza di genere e le strategie che le aziende italiane possono adottare per favorire un ambiente di lavoro inclusivo e paritario.

 

2. La situazione attuale

Purtroppo, nonostante i progressi in alcuni settori, l'Italia continua ad avere una presenza femminile significativamente ridotta nei livelli decisionali delle aziende. Secondo i dati dell'Istat, solo il 9,7% delle aziende italiane ha donne in posizioni di vertice. Inoltre, le donne continuano ad essere sottorappresentate anche in settori considerati "maschili", come la tecnologia e l'ingegneria.

2.1. Le cause della disuguaglianza di genere

Ci sono vari fattori che contribuiscono alla persistente disuguaglianza di genere nelle aziende italiane. Uno dei principali è la cultura aziendale, che spesso perpetua stereotipi di genere e favorisce comportamenti discriminatori. Inoltre, il ruolo tradizionale della donna nella società italiana come moglie e madre spesso influisce sulla sua carriera professionale, creando una disuguaglianza di opportunità.

 

3. Cos'è la UNI PDR 125

La UNI/PdR 125 (precisamente UNI/PdR 125:2022) è una prassi di riferimento italiana (pubblicata da UNI, l’Ente Nazionale di Normazione) che definisce un sistema di gestione per promuovere la parità di genere all’interno delle organizzazioni.

4. La certificazione della parità è obbligatoria?

La certificazione della parità UNI/PdR 125 non è obbligatoria per tutte le aziende. È una prassi di riferimento volontaria.

Ci sono forti incentivi per ottenerla:

  • sgravi contributivi per le aziende che si certificano
  • punteggi premiali nei bandi pubblici (gare, appalti) se l’azienda ha la certificazione
  • la certificazione è riconosciuta e promossa nel PNRR, quindi molte realtà la considerano importante per ottenere fondi.

5. Requisiti

La certificazione secondo la UNI/PdR 125 richiede che l’azienda adotti un sistema di gestione strutturato con politiche formali sulla parità, obiettivi misurabili e monitorati tramite specifici KPI. Serve dimostrare impegno della leadership, formazione del personale, presenza di una governance dedicata, disponibilità di risorse, coinvolgimento degli stakeholder e un processo di audit da parte di un ente accreditato. Per ottenere la certificazione è necessario raggiungere almeno il 60% del punteggio previsto e mantenere nel tempo il miglioramento continuo.
 

6. Vantaggi

Tutte le organizzazioni dovrebbero  intraprendere azioni concrete e strategie efficaci che potrebbero includere:

  1. Campagne di sensibilizzazione: Le aziende dovrebbero avviare campagne di sensibilizzazione, educando i dipendenti sugli stereotipi di genere e promuovendo un approccio inclusivo verso i colleghi di entrambi i sessi.
  2. Politiche di assunzione e promozione equilibrate: Le aziende devono garantire che i processi di assunzione e promozione siano basati unicamente sul merito, evitando pregiudizi di genere nelle decisioni di carriera.
  3. Trasparenza salariale: Una delle principali cause di disuguaglianza di genere è la disparità salariale. Le aziende dovrebbero impegnarsi a garantire una retribuzione equa per tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere.
  4. Flessibilità sul lavoro: Le politiche flessibili sul lavoro, come l'orario flessibile o il lavoro da remoto, possono favorire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e familiare, incoraggiando così le donne a continuare a crescere professionalmente.
  5. Programmi di mentorship e sviluppo professionale: Le aziende possono promuovere programmi di mentorship ai dipendenti femminili, offrendo opportunità di apprendimento e crescita professionale.

7. Aggiornamenti

Con la pubblicazione delle FAQ UNI/PdR 125 – edizione 2026, UNI e Accredia forniscono indicazioni puntuali e vincolanti sul percorso di applicazione della certificazione per la parità di genere. Non si tratta di una modifica della UNI/PdR 125:2022, che resta formalmente invariata, bensì di un insieme di indirizzi applicativi ufficiali, identificati dal simbolo rosso “NUOVO”, che incidono in modo diretto sulle modalità con cui la certificazione viene oggi valutata in sede di audit.

I chiarimenti introdotti non hanno carattere meramente interpretativo: come esplicitato nella premessa delle FAQ, la loro applicazione è prescrittiva per gli Organismi di Certificazione. Ne consegue che l’interpretazione dei requisiti, il calcolo dei KPI, la valutazione degli assetti di governance e la tipologia di evidenze documentali richieste devono essere pienamente conformi alle FAQ 2026, sia in fase di prima certificazione sia nel corso delle attività di sorveglianza e rinnovo.

8. Conclusioni

La parità di genere nelle aziende italiane è ancora una sfida da vincere, ma è uno sforzo necessario per garantire una società più giusta ed equilibrata. Il corso Lead Auditor parità di genere ti abilita ad implementare sistemi di gestione e a condurre audit di prima, seconda e terza parte.

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