1. Perchè chiedere alle organizzazioni di rispettare VOLONTARIAMENTE alcuni requisiti già richiesti OBBLIGATORIAMENTE dal D. Lgs. 81/2008?
La risposta a questa domanda è da ricercare nell'applicabilità della norma UNI ISO 45001:2023. Essa, infatti, non si limita unicamente alle organizzazioni operanti nel territorio Italiano ma si rivolge a tutte le organizzazioni operanti nei Paesi membri dell'ISO. Non tutti i Paesi, infatti, sono dotati di una normativa cogente precisa e completa come quella Italiana. Quelli che per le organizzazioni italiane sembrano dei requisiti ridondanti, per altre organizzazioni sono gli unici punti di riferimento per una gestione della salute e sicurezza sul lavoro, efficiente ed efficace. Io non parlerei, allora, di ridondanza ma più precisamente di «Compatibilità» Il grande vantaggio per le organizzazioni italiane che intendono implementare un sistema di gestione della SSL, conforme alla norma ISO 45001, è quello di essere soggette ad una normativa cogente italiana molto compatibile con i requisiti della norma. Pertanto, in un'organizzazione italiana, che opera nel rispetto dei requisiti cogenti relativi alla SSL e che desidera implementare un sistema di gestione conforme allo standard ISO 45001:2018, parte del sistema di gestione è già implementato con i soli adempimenti al TUSSL. Il TUSSL, infatti, ovvero il D.Lgs. 81/2008:- nell’art. 15, tra le misure generali di tutela, contiene una vera e propria richiesta di adottare “codici di condotta e di buone prassi”
- nell’art. 30 attribuisce ai Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) una efficacia esimente della responsabilità amministrativa e riconosce come modelli di organizzazione e gestione della sicurezza idonei ad avere questa efficacia gli standard internazionali, nati con la norma BS OHSAS 18001 e che oggi trovano la loro massima espressione nella norma UNI ISO 45001:2023.