SOTTOPRODOTTI: dm 264/16

In Gazzetta  ufficiale il dm 264/16 reca criteri per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti.

CAMPO DI APPLICAZIONE

Il decreto in questione ribadisce quanto già espresso nell’art. 184 bis del D.Lgs 152/2006 e s.m.i..  Affinchè un residuo di produzione possa essere qualificato come sottoprodotto è necessario dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti.

  1.  la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione. Di esso costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto.
  2. è certo l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione da parte del produttore o di terzi.
  3. la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale.
  4. l’ulteriore utilizzo è legale. La sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti, la protezione della salute e dell’ambiente. Non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.Sottoprodotti

     LA CERTEZZA DELL’UTILIZZO DEI SOTTOPRODOTTI

L’art.4 comma 2 del dm 264/16 spiega come riscontrare la certezza nell’utilizzo della sostanza da parte del produttore o di terzi. I residui in un ciclo di produzione diverso da quello da cui si è originato (art.5), devono essere utilizzati in un’attività individuata al momento della produzione degli stessi. Ne costituisce elemento di prova l’esistenza di rapporti o impegni contrattuali tra il produttore del residuo, eventuali intermediari e gli utilizzatori. Da essi si evincono le informazioni relative alle caratteristiche tecniche dei sottoprodotti, alle relative modalità di utilizzo e alle condizioni della cessione. Tali condizioni devono risultare vantaggiose e assicurare la produzione di una utilità economica o di altro tipo.

In mancanza di un rapporto contrattuale il requisito della certezza dell’utilizzo e l’intenzione di non disfarsi del residuo sono dimostrati mediante la predisposizione di una scheda tecnica. Essa deve  contenere le informazioni indicate all’allegato 2. Le schede tecniche devono essere numerate e vidimate presso la camera di commercio territorialmente competente.

ISCRIZIONE PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO

L’art.10 del dm 264/16 stabilisce che le Camere di commercio territorialmente competenti, per favorire lo scambio e la cessione dei sottoprodotti, hanno istituito un apposito elenco. In esso si iscrivono, senza alcun onere, i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti. Tale elenco è pubblico. E’ consultabile su una sezione dedicata del sito internet della Camera di commercio o di un sito internet dalla stessa indicato.

Il decreto è entrato in vigore il 02 marzo 2017.

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