La relazione di incidente secondo il Regolamento ADR

La relazione di incidente è un documento che il Consulente ADR deve redigere in caso di incidente o evento imprevisto grave.

Nel precedente articolo abbiamo elencato le quattro principali mansioni del Consulente ADR:

  1. adottare un metodo idoneo per tenere sotto controllo le disposizioni cogenti in materia di trasporto di merci pericolose;
  2. stabilire le procedure operative più idonee per lavorare in sicurezza;
  3. redigere una relazione annuale sulle attività dell’impresa che riguardano il trasporto di merci pericolose;
  4. in caso di incidente, redigere la relazione di incidente.

Ci siamo occupati nello specifico delle prime tre, rimandando la RELAZIONE DI INCIDENTE al presente articolo.

Nel paragrafo 1.8.5.1 il Regolamento ADR parla di una “Notifica degli eventi che coinvolgono le merci pericolose”. In particolare, con il termine “eventi” si intende “incidenti”.

Infatti, testualmente il testo ADR, riporta le seguenti parole:

In caso di incidente o evento imprevisto grave durante il carico, il riempimento, il trasporto o lo scarico di merci pericolose sul territorio di una Parte contraente, il caricatore, il riempitore, il trasportatore e il destinatario, devono rispettivamente assicurarsi che un rapporto redatto secondo il modello prescritto al paragrafo 1.8.5.4 sia presentato all’autorità competente della Parte contraente interessata entro un mese dalla data dell’evento.”

La RELAZIONE DI INCIDENTE ha uno standard e il modello, come riportato al paragrafo 1.8.5.4, prevede l’inserimento di alcuni dati precisi, tra cui: data e luogo dell’incidente, topografia, condizioni meteorologiche particolari, descrizione dell’evento, materie pericolose implicate, causa dell’avvenimento (se è possibile definirla con certezza), conseguenze dell’avvenimento.

Una volta compreso che per “evento” nel Regolamento ADR si intende “incidente”, resta da capire cosa si intenda con il termine “grave”.

In particolare ci chiediamo:

Un Consulente ADR è SEMPRE tenuto a redigere la RELAZIONE DI INCIDENTE?

relazione di incidente adr

Esistono casi in cui la RELAZIONE DI INCIDENTE può non essere redatta?

La risposta è contenuta esattamente in quel termine “grave”!

Il Regolamento ADR in questo caso è molto preciso e spiega sia in termini qualitativi, sia in termini quantitativi, quando è obbligatorio redigere la RELAZIONE DI INCIDENTE.

C’è un obbligo di rapporto in conformità al par. 1.8.5.1″:

  1. quando merci pericolose si sono rovesciate
  2. quando vi è un rischio imminente di perdita di prodotto
  3. quando si registrano danni personali
  4. quando si registrano danni materiali
  5. quando si registrano danni all’ambiente
  6. quando si rende necessario l’intervento delle autorità
  7. quando più punti tra quelli appena elencati si verificano simultaneamente

Il concetto di “merce rovesciata” è abbastanza intuitivo.

Il concetto di “perdita di prodotto“, invece, necessita di una definizione oggettiva: si ha perdita di prodotto quando si sono sparse merci pericolose:

a) delle categorie di trasporto 0 o 1 in quantità uguale o superiore a 50 kg o 50 l;

b) della categoria di trasporto 2 in quantità uguale o superiore a 333 kg o 333 l;

c) delle categorie di trasporto 3 o 4 in quantità uguale o superiore a 1000 kg o 1000 l;

d) se sono coinvolte merci pericolose della classe 6.2 (materie infettanti), l’obbligo di redigere la relazione di incidente scatta indipendentemente dalle quantità.

e) criteri simili a quelli del punto d) vengono applicati anche quando sono coinvolte merci pericolose della classe 7 (materie radioattive) anche se per queste il concetto di “perdita di prodotto” è ben specificata nel paragrafo 1.8.5.3.

Anche per quanto riguarda i “danni personali” il Regolamento ADR fa riferimento a criteri oggettivi. In particolare si parla di danno personale quando le ferite, ed eventualmente la morte, sono direttamente connesse alle merci pericolose trasportate.

Ma quali ferite coincidono con la definizione di “danno personale”?

a) ferite che di trattamento medico intensivo;

b) ferite che richiedono un soggiorno ospedaliero di almeno una giornata;

c) ferite che comportano un’incapacità al lavoro di almeno tre giorni consecutivi.

Allo stesso modo, per “danni materiali” e “danni all’ambiente” si intende un evento in cui c’è stato spargimento di merci pericolose, indipendentemente dalla quantità e il danno stimato supera i 50.000 Euro. Non si devono considerare in questo caso i danni subiti da ciascun mezzo di trasporto direttamente coinvolto contenente merci pericolose o dall’infrastruttura modale.

Infine, di considera “intervento dell’autorità” l’intervento diretto di autorità o di servizi di emergenza, che hanno proceduto all’allontanamento delle persone o alla chiusura delle strade destinate alla pubblica circolazione per un periodo di almeno tre ore in rapporto al danno presentato dalle merci pericolose.

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