Inquinamento acustico, scadenze rinviate

INQUINAMENTO ACUSTICO D.LGS. 17 FEBBRAIO 2017 N.42

Sono stati emanati due decreti, in materia di inquinamento acustico, di adeguamento alla disciplina UE :

  • D.lgs. 41/2017 adeguamento della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto.
  • D.lgs. 42/2017 armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico derivante da infrastrutture di trasporto e grandi ambienti urbani.

Si revisiona la disciplina del “tecnico competente” in acustica.
Il decreto 42 del 2017 prevede l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico alla normativa europea. Modifica il decreto 194/2005 che dà attuazione alla direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale.

Rumore

 

MAPPATURE ACUSTICHE ENTRO IL 30 GIUGNO 2017

Entro il 30 giugno 2017 devono essere trasmesse alla regione o alla provincia autonoma competente le mappe acustiche strategiche e i dati dell’anno solare precedente:

 

  • Da parte delle autorità individuate dalla regione/società o enti gestori di servizi pubblici,
  • Nel caso di infrastrutture principali di interesse nazionale compresi gli aeroporti principali, le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto, o di più regioni
  • Nel caso di servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture.

Le mappe acustiche devono essere redatte in conformità ai criteri e alle specifiche indicate dalla direttiva 2007/2/CE.  Nasce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE), sulla base di linee guida adottate, su proposta dell’ISPRA. Le mappe acustiche strategiche e le mappature acustiche sono riesaminate e rielaborate in funzione della necessità, almeno ogni cinque anni. Nel caso in cui le regioni o le province autonome siano i soggetti responsabili della redazione delle mappature acustiche ovvero delle mappe acustiche strategiche degli agglomerati, le attività di verifica sono svolte dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

PIANI D’AZIONE ENTRO IL 18 LUGLIO 2018

Le mappe acustiche saranno il punto di partenza per la redazione dei piani d’azione, che dovranno essere pronti entro il 18 luglio 2018 ed essere aggiornati ogni cinque anni. Nel caso in cui le regioni o le province autonome siano i soggetti responsabili della redazione dei piani di azione degli agglomerati, le attività di verifica verranno svolte dal Ministero dell’ambiente. Potranno avvalersi, ove necessario, del supporto dell’ISPRA.
I piani d’azione recepiscono quelli:

  • di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto dallo svolgimento dei servizi pubblici di trasporto o nell’esercizio delle relative infrastrutture.
  • pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore prodotte per lo svolgimento di servizi pubblici essenziali.
  • regionali triennali di intervento per la bonifica dall’inquinamento acustico, i piani comunali di risanamento acustico.

I METODI DI DETERMINAZIONE DEL RUMORE A PARTIRE DAL 31 DICEMBRE 2018

A decorrere dal 31 dicembre 2018 in luogo dell’applicazione dell’allegato 2 «Metodi di determinazione dei descrittori acustici» del d.lgs 194/2015, si applicheranno i metodi comuni per la determinazione del rumore stabiliti dall’allegato alla direttiva (UE) 2015/996.

LA RELAZIONE QUINQUENNALE ENTRO IL 31 MARZO 2020

Nei comuni con popolazione superiore a centomila abitanti, la giunta comunale presenta al consiglio comunale una relazione quinquennale sullo stato acustico del comune. La relazione e’ approvata dal consiglio comunale ed e’ trasmessa alla regione almeno entro il 31 marzo 2020. Successivamente ogni cinque anni al fine di consentire alla regione di valutare la necessità di inserire i suddetti comuni tra gli agglomerati individuati ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194. Sono esentati dalla presentazione della relazione i comuni individuati dalle regioni quali agglomerati ai fini della presentazione delle mappe acustiche strategiche di cui all’articolo 3, comma 3, del predetto decreto.

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